Una fusione elettrizzante di temi, estetica, generi e stili – ballroom, waacking, vogue fem - sulle onde pulsanti della musica techno facendo collidere rituali condivisi, devozione e senso di appartenenza in un’espressione di euforia collettiva. È l’opera del coreografo neozelandese di origini maori Oli Mathiesen, vincitore del bando internazionale Biennale Danza 2026 per una nuova creazione coreografica. Attingendo all’universo della pista da ballo e dei rave come alle memorie collettive di ogni credo, Mathiesen esplora un paradosso, chiedendosi come i confini tra fede e fanatismo, tra ritualità e radicalismo, si possano confondere fino a dissolversi quando la devozione è totalizzante. Ma quando la devozione diventa sottomissione e quando diventa liberazione?