Domenica 14 giugno, l'Arsenale di Venezia ospita Santa Giovanna dei Macelli, produzione della Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi presentata nell'ambito della Biennale Teatro 2026 — 54. Festival Internazionale del Teatro, nella sezione Alter Native. Lo spettacolo prende le mosse da un classico del teatro brechtiano per interrogare le forme contemporanee del conflitto economico e sociale, in un'epoca in cui le diseguaglianze persistono pur avendo superato il tradizionale concetto di lotta di classe.
La regia è firmata da Marco Plini, che affida l'interpretazione a una compagnia di giovanissimi attori, scelta coerente con il nucleo tematico dello spettacolo: secondo le note di regia, le nuove generazioni sono identificate come le principali destinatarie delle dinamiche di manipolazione finanziaria e prepotenza capitalista messe in scena dal testo. Al centro della vicenda rimane lo scontro tra gli affaristi del mercato della carne in scatola e gli operai delle loro fabbriche, con la figura di Giovanna come punto di tensione tra ingenuità e consapevolezza. Plini sottolinea come l'ottimismo brechtiano — l'idea novecentesca che il mondo possa essere aggiustato — rappresenti oggi un'angolazione che si sta perdendo nel rapporto con la realtà.
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