Da più di trent’anni
Satoshi Miyagi, allievo ed erede del maestro del teatro giapponese Tadashi Suzuki, affronta i capisaldi della tradizione scenica occidentale, dalla tragedia greca al dramma shakespeariano, attraverso la lente della tradizione teatrale giapponese facendoli risuonare in modo nuovo. Così
Mugen Noh Othello reinventa Shakespeare alla luce del rituale del teatro Mugen-Noh. Una delle diverse declinazioni del teatro Noh, risalente al tredicesimo secolo, il Mugen-Noh vede nell’opera teatrale la ricreazione di un sogno o di un’illusione all’interno di un orizzonte unitario in cui i vivi e i morti coesistono. Myiagi trasforma così la tragedia del Moro di Venezia in una
rêverie interpretata dallo spettro di Desdemona, che rivive la causa originaria della sua sofferenza e sposta il perno della tragedia. Una reinvenzione che mette in tensione la distanza tra corpi e voci, tra gesto e narrazione, affidando ogni personaggio a un duplice interprete.