Martedì 9 giugno, il Teatro Verde di Venezia ospita Cries, nell'ambito della 54. edizione del Festival Internazionale del Teatro — Biennale Teatro 2026, sezione Alter Native. Il concerto-spettacolo dà voce alla sofferenza umana legata alla schiavitù, allo sradicamento e alla migrazione, attingendo a un ampio repertorio di poesia e teatro antico e moderno. Le fonti letterarie spaziano dal pensiero del rifugiato del poeta Giorgos Seferis al lamento di Ecuba nelle Troiane di Euripide, fino a Brecht, Anagnostakis, Vrettakos e Warsan Shire.
I testi sono stati raccolti da Taxiarchis Deligiannis e Vasilis Tsiouvaras e si intrecciano in un flusso continuo con le musiche originali di Alexandros Drakos Ktistakis, in scena con il suo ensemble insieme al baritono Georgios Iatrou e all'attore e regista Christos Stergioglou. Secondo le parole di Stergioglou, lo spettacolo invita il pubblico a sintonizzarsi con un battito che attraversa i secoli, in cui il rituale incontra la sperimentazione e le forme antiche non trovano una conclusione ma si liberano. La memoria collettiva che alimenta Cries non viene rievocata, ma riattivata attraverso la compresenza di voce, musica e parola scenica.
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