Scaramuccia, una commedia dell'arte, lo spettacolo della compagnia Stivalaccio Teatro al Festival di Borgio Verezzi 2026

Un evento imperdibile a Savona
da mercoledì05agosto2026
a giovedì06agosto2026

Borgio Verezzi Cerca sulla mappa 21:30
DA Mercoledì05Agosto2026
A Giovedì06Agosto2026
Scaramuccia, compagnia Stivalaccio Teatro

Mercoledì 5 e giovedì 6 agosto alle ore 21:30 arriva, in anteprima assoluta sul palco del Festival di Borgio Verezzi 2026, Scaramuccia, una commedia dell'arte, il nuovo spettacolo della compagnia Stivalaccio Teatro che da anni porta in tutta Europa i colori e l'irresistibile comicità della commedia dell'arte: il grande teatro popolare tanto amato da Strehler e Dario Fo, capace di coinvolgere ogni volta il pubblico di tutte le età. È un omaggio alla maschera napoletana di Scaramouche, il simpatico e furbo fanfarone che, in tempo di guerra, preferì sostituire la spada con la chitarra. Una figura che ha attraversato epoche e paesi, fino ad arrivare alla cultura pop contemporanea: dalle canzoni dei Queen (Bohemian Rhapsody) ai video giochi (Genshin Impact). Domenico Modugno lo rese popolare anche in tv nell'omonimo sceneggiato musicale degli anni Sessanta.

Siamo nel 1645 ed a Creta, importantissima isola del dominio da mar veneziano, sta per avere luogo il più terribile assedio che la Serenissima abbia mai conosciuto. E mentre la quinta guerra turco-veneziana è alle porte, Pantalone de’ Bisognosi, mercante e colono dell’isola, intreccia rapporti con la capitale Venezia per dare in sposa la figlia Ortensia al ricco Don Alonso. Ma proprio a Venezia Don Alonso si imbatte in Scaramuccia, napoletano male in arnese, e nel suo servo Arlecchino, e ne nasce, per l’appunto, una scaramuccia che vede Don Alonso avere la peggio e perire. Scaramuccia fugge in direzione di Candia (così era allora chiamata l’isola di Creta), inseguito da Flavia, innamorata di Don Alonso e assetata di vendetta. A Candia la situazione precipita, levando un momento gli occhi verso oriente, si intravedono già le vele nere della flotta Ottomana dirigersi a gran velocità verso l’avamposto veneziano. In questo Mediterraneo che non è solo mare, ma un’anima liquida dove storie millenarie hanno intessuto un arazzo di lingue multiformi, prende vita una storia che parla d’amore, di gelosia, di lotte e di guerre. Una storia che, come nella migliore tradizione della commedia all’improvviso, mescola il serio e il faceto, il sacro e il profano, la verità e il romanzo, e ci porta in un viaggio straordinario tra le antiche maschere, le navi d’alto bordo e le solide mura dell’isola di Creta.
 
Stivalaccio Teatro nasce nel 2007 come compagnia di teatro popolare, e negli anni si sviluppa grazie alla direzione artistica di Sara Allevi, Anna De Franceschi, Federico Corona, Michele Mori e Marco Zoppello. Negli anni gli spettacoli della compagnia sono stati ospitati con grande successo nei maggiori festival europei.
 
Scaramuccia, una commedia dell’Arte prende il via da un tema tipico del seicento: la donna che si traveste da soldato per vendicarsi di un torto subito. Lo ritroviamo, ad esempio, in Domenico Biancolelli, celebre Arlecchino del Re Sole, e nella raccolta napoletana Casamarciano. Un soggetto potente, trasgressivo, che si univa ad un altro elemento particolarmente dirompente: la guerra di Candia (o assedio di Creta). Quindi il mondo militare, guerriero, storicamente ad appannaggio del sesso maschile, che diventa luogo di mistero e di travestimento, per una donna controcorrente. In tutto questo, a sparigliare le carte, uno dei personaggi che hanno fatto la storia del teatro, Scaramuccia. Furbacchione, contastorie, scaltro e con una fantasia fuori dal comune, Scaramuccia è passato negli anni dall’essere lo spadaccino tutto chiacchiere, parodia del capitano vanaglorioso, ad un personaggio più complesso, capace di furberie alla Scapino ma anche di (rari) slanci d’altruismo. Sopra a tutto questo, e veniamo al punto cruciale dello spettacolo, aleggia un grande convitato di pietra: la guerra!
 
Il compito di noi comici dell’arte è quello di rispondere alle magagne del nostro vivere e alle ingiustizie del nostro tempo, con la smorfia grottesca delle maschere. Canzonare i tiranni, sbeffeggiare i prepotenti, e, in fondo, ridere dei nostri stessi vizi e difetti. Il gioco, per noi, è sempre quello di offrire, attraverso la lente deformante della Commedia, una visione più giusta del mondo, uno spiraglio di luce che possa farci intravedere una via d’uscita.
 
Ma la tragedia sta sempre lì, in agguato, pronta a sgusciar fuori da un momento all’altro. Il Comico lo sa, e cammina sul filo come un equilibrista, attento a non cadere, giocando perennemente a nascondino con il prendersi sul serio. Ma allora cosa fare di questa guerra che aleggia sopra di noi, donne e uomini del 2000, così come aleggiava sopra le teste dei commedianti del Diciassettesimo secolo? La sfida è lanciata. Indossiamo le maschere, sbattiamo gli impolverati cappucci, e lanciamoci verso l’ignoto. (Nota di regia di Marco Zoppello)
 
Con Sara Allevi, Marie Coutance, Marie-Anne Favreau, Anna De Franceschi in alternanza con Eleonora Marchiori, Michele Mori, Stefano Rota, Pierdomenico Simone, Valerio Zaina, Marco Zoppello
Soggetto originale e regia di Marco Zoppello
Scenografia Alberto Nonnato
Costumi Eleonora Rossi
Disegno luci Matteo Pozzobon
Maschere Stefano Perocco di Meduna
Musiche Maria Luisa Zaltron
Trucco e parrucco Elena Polvani
Duelli Massimiliano Cutrera
Produzione: Stivalaccio Teatro, Coproduzione: Teatro Stabile del Veneto, Teatro Stabile di Bolzano
 
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