In questo monologo di stand up, attraverso un’ironia sincera, si affronta il viaggio che ha vissuto un figlio con sua madre, colpita dall’Alzheimer.
Il racconto si sviluppa tra momenti intimi e spunti leggeri. È uno spettacolo intimo e coraggioso, ma anche capace di creare un senso di comunità, perché chi lo vive può riconoscersi e sentirsi meno solo. Chi non lo vive, può capirne alcuni aspetti. La stand-up ha una responsabilità speciale nel portare palco storie che abbiano un impatto profondo. Oltre alla comicità, c’è bisogno di dare spazio anche a temi più complessi.
L’Alzheimer è una malattia che cambia tutto, ma con l’ironia, si può ridere di tutto, quando il racconto è rispettoso e personale.
Ci aiuta a stare un po’ meglio.
Il monologo vuole parlare a chi vive questa realtà, ma anche a chi non la conosce, perché in fondo, queste storie siamo noi. È un tema delicato, proprio per questo ne dobbiamo parlare. Se da un lato il monologo affronta temi profondi, dall’altro ci saranno risate, storie assurde e quell’ironia che ci salva sempre.
Alla fine, tutti abbiamo comportamenti, linguaggi, modalità non sempre “ordinarie e logiche”. Alla fine, in questo monologo: "Mi riconoscete?", ci si riconoscono un po’ tutti. Lo spettacolo è nato dal dialogo delle operatrici di un consultorio con la famiglia della malata.
L’assistente sociale e la psicologa dello staff hanno lanciato la sfida a Gianluca Ruscitti, stand up comedian ed improvvisatore: parlare di questo tema con quel linguaggio leggero e moderno, prima di tutto per far sorridere i familiari dei malati, ma accorgendosi presto insieme che quel messaggio doveva e deve essere proposto a chiunque. In certe situazioni, o si trova lo spunto comico, o si impazzisce tutti.