Da martedì 4 maggio a domenica 9 maggio 2027, il Teatro Vascello di Roma ospita Congiura, una creazione di Stefano Ricci che esplora la terza età come territorio di resistenza, lucidità e sopravvivenza. Lo spettacolo non tratta la vecchiaia come tema anagrafico ma come condizione esistenziale e politica: quella di un corpo che continua a esistere quando il mondo smette di interpellarlo. Liberamente ispirato a Mine-Haha di Frank Wedekind, il progetto rovescia l'idea di educazione, sostituendo le giovani fanciulle addestrate al futuro con donne mature che disimparano l'obbedienza al declino.
In scena, cinque donne intorno ai settant'anni occupano lo spazio scenico: i loro corpi, attraversati dalle stagioni, diventano misura, soglia e materia viva, non offrendo un racconto ma una durata condivisa. Il titolo allude all'etimologia originaria del termine — cum spirare, respirare insieme — intesa come alleanza silenziosa tra individui che condividono una condizione e scelgono di renderla visibile. Dopo anni di ricerca sulla fisicità come immagine o luogo del sacrificio, Congiura segna un movimento inverso verso l'organismo residuo, non spettacolarizzato e non funzionale, che Ricci definisce irriducibilmente politico.
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