Dal 13 al 17 aprile 2027, il Teatro Vascello di Roma ospita La poésie de la résistance, testo teatrale scritto da Jan Fabre nel 2024, incentrato sui temi della resistenza artistica contro la censura, la soppressione e il conformismo. L'opera si configura come un manifesto poetico e ritmico in cui due performer, Annabelle Chambon e Cédric Charron, si presentano come membri di un movimento di resistenza non violenta, che utilizza i corpi e le parole come strumenti di bellezza, amore e creatività.
La struttura drammaturgica è costruita su simbolismi e ripetizioni: i due performer vengono giustiziati più volte — da revolver, fucili e mitragliatrici — per poi rialzarsi, trasformando la violenza in movimento e poesia. Un motivo ricorrente è l'atto di tatuare un nome sul corpo, presentato come una tela vivente e come gesto di sfida. Dai piedi alla lingua, dal cuore al cervello, ogni parte del corpo porta l'impronta dell'amore, della memoria e della lotta. Il nome inciso, ripetuto lungo tutta l'opera, è sempre il medesimo: Libertà.
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