Dad or Alive è una performance di parola, suono e immagine che affronta il dilemma di chi oggi desidera un figlio in un mondo che sembra non lasciare spazio al domani.
La performance nasce da una domanda che attraversa una generazione intera: mettere al mondo un figlio oggi è un atto di coraggio o di incoscienza? In un’epoca segnata da crisi climatiche, precarietà economica, instabilità globale ed ecoansia crescente, il desiderio di diventare genitori si scontra con la paura di un futuro fragile, difficile da immaginare e ancora più complesso da trasmettere.
Lo spettacolo attraversa questo conflitto con sincerità e densità emotiva, trasformando dubbi, confessioni e slanci vitali in materiale scenico condiviso.
Drammaturgia, musica elettronica dal vivo e immagini si intrecciano in un unico dispositivo performativo. Parola e suono non convivono come livelli separati, ma si cercano, si interrompono, si amplificano.
La voce porta pensieri, confessioni e tensioni; la musica porta ritmo, respiro, cadute e ripartenze. Synth, loop e campioni vengono generati in scena, costruendo un ambiente sonoro che misura la pressione emotiva dei racconti, apre e chiude quadri narrativi, dilata o trattiene l’attesa. La musica non accompagna: argomenta, contraddice, sostiene ciò che viene detto e ciò che resta indicibile.
La luce, proiettata sui performer, diventa parte attiva della grammatica scenica. Rafforza segni, amplifica dettagli, illumina gesti minimi — mani che suonano, micro-azioni, transizioni — rendendo visibile la materia sonora che attraversa il palco. Voce, elettronica live e videomapping compongono così una partitura condivisa che tiene
insieme contenuto, percezione e movimento. Dad or Alive dà voce a una domanda collettiva: come si cresce e come si fa crescere qualcuno mentre il mondo cambia sotto i nostri occhi? Tra ironia e inquietudine, tra desiderio e paura, lo spettacolo costruisce un luogo dove immaginare la possibilità di un futuro, anche quando il futuro sembra sfuggire. È un’indagine intima e politica che parla a chi oggi si chiede non solo “voglio un figlio?ˮ , ma soprattutto “in che mondo vivrà?ˮ .