Roma, 16/03/2026.
Uno spettacolo imperdibile quello che ogni anno, tra la fine di marzo e la prima metà di aprile, si mostra ai nostri occhi, ovvero l'hanami, la fioritura dei ciliegi giapponesi, sakura . Sì, non siamo in Giappone ma a Roma, eppure molti angoli della città in questo periodo di colorano di rosa pallido, offrendo uno spettacolo unico che concilia occhi e animo, tra il traffico e il ritmo frenetico di una città caotica come Roma.
Non è difficile incontrarli in un giardino aperto al pubblico come quello del laghetto dell'Eur, oppure in uno spazio protetto come quello dell'Orto Botanico o del giardino dell'Istituto Giapponese di Cultura. Ma non solo, perché molti cortili, vie e parchi come Villa Torlonia, custodiscono il loro ciliegio e tra qualche giorno si potrà ammirare lo spettacolo della sua fioritura.
Il garbo e la profondità della cultura giapponese indica nel termine hanami, letteralmente osservare i fiori, l'antica tradizione giapponese di contemplare la bellezza primaverile dei fiori, in particolare quella dei ciliegi. Ma non solo, infatti con questa parola si celebra la rinascita e la caducità della vita, dato che la fioritura dura solo poche ore. Una manciata di giorni vissuti con picnic all'ombra dei ciliegi in fiore, feste e yozakura, ovvero la contemplazione notturna dell'hanami.
Andiamo a scoprire tre luoghi dove ammirare lo spettacolo dell'hanami a Roma.
Nel lontano 1959 Tokyo donò a Roma più di 2000 alberi di Ciliegio di cui buona parte dimorano nei giardini del laghetto dell'Eur, più altri piantati nel 2019. Una manciata di giorni tra marzo e aprile, a seconda delle condizioni meterelogiche per godere uno spettacolo in bilico tra gentilezza e bellezza. Uno evento da non lasciarsi scappare a un passo dal centro di Roma, perciò se vi trovate in città basta prendere la MetroB e scendere alla fermata di Eur Palasport o Eur Fermi per immergersi nell'hanami. Portatevi un telo, sdraiatevi sul prato e godetevi lo spettacolo. Se andate di sabato o domenica, non sarà difficile incontrare gruppi intenti in picnic proprio come vuole la tradizione nipponica.
Sotto il Gianicolo, nel cuore di Trastevere, l'Orto Botanico dell’Università La Sapienza, nel parco di Villa Corsini, un tempo residenza di Cristina di Svezia a Roma, incanta con i suoi 12 ettari che sono un vero e proprio trionfo di varietà naturalistiche provenienti da tutto il mondo. Qui non mancano i filari di vitigni che portano al Giardino Giapponese; dove giochi d’acqua, laghetti e piccole cascate si incastonano nell'incantevole giardino realizzato su progetto di Nakajima Ken secondo il modello del Kayushiki Teien. Delicati specchi d'acqua diventano il rifugio di anatre e tartarughe sotto l'ombra di rossi aceri e ciliegi giapponesi che con i loro rami in fuore rendono indimentabile questo piccolo angolo di oasi che sembra catapultare dall'altra parte del mondo chi passa di lì. L'entrata è a pagamento, ma ne vale la pena.
Tra Valle Giulia e il quartiere Parioli, l'Istituto di cultura Giapponese, nasconde un piccolo gioiello, l'incantevolo giardino orientale. Si legge che è il primo giardino italiano realizzato da un architetto giapponese, il celebre paesaggista Nakajima Ken - artefice anche del giardino giapponese dell’Orto Botanico - e si presenta come una piccola oasi di pace che si fonde armoniosamente con le linee severe e moderne dell’edificio progettato da Yoshida Isoya in stile shinden-zukuri dell’epoca Heian. Qui in questo angolo di paradiso lontano dal traffico e dallo stress della metropoli non potevano mancare i romantici ciliegi, per l'esattezza otto esemplari che in questo periodo rendono il resto del giardino, un incantevole angolo sospeso in un tempo indefinito. Le visite qui sono gratuite, ma con prenotazione obbligatoria.
Di Alessandra Pistolese