Shifting the silence si sviluppa come una ricerca in movimento, un campo aperto in cui memoria e presenza si scontrano.
Parte dal corpo come luogo di inscrizione, segnato dall'esilio, dall'eredità coloniale e dalle fratture dello sfollamento.
In che modo i corpi portano con sé storie di violenza e cancellazione, e come può la danza rifiutare queste eredità trasformando la vulnerabilità in rivolta?