Algeri, inizio degli anni Cinquanta: Babeth e Simone sono due sorelle di una famiglia di mercanti di tessuti da cinque generazioni. Le loro giornate scorrono tranquille, ma quando iniziano ad affrontare le responsabilità dell’età adulta, il mondo attorno a loro è destinato a cambiare per sempre. Ebree per nascita ma di nazionalità francese e algerine per tradizione e cultura, fanno parte di una comunità originaria destinata a frantumarsi e scomparire per colpa della guerra che si abbatterà su di loro.
Per costruire Min el Djazaïr – che significa “Dopo l’Algeria” – Nicole Ayach, responsabile della compagnia Hékau, si è associata a Sarah Melloul, autrice, drammaturga e specializzata nella storia del Nord Africa.
Le autrici si sono ispirate a testi d’archivio e ai ricordi dei loro nonni per raccontare un episodio spesso dimenticato della storia collettiva: la partenza forzata degli ebrei algerini. I documenti storici raccolti ci permettono di navigare tra passato e presente tra proiezioni, canzoni d’epoca, ombre e figure. Immagini fragili supportate dalla potenza emotiva dei brani musicali arabi ed ebraici eseguite in diretta. Un racconto d’esilio che ci tocca tutti.