Tornare a sentirsi parte di qualcosa: è un bisogno che attraversa questo tempo dilatato dell'io, sotterraneo ma insistente. RISE di Daniele Ninarello gli dà corpo — letteralmente.
La nuova creazione nasce da una profonda riflessione sulla crisi provocata dalla disconnessione tra individuo e collettività. Sul piano scenico, un dispositivo coreografico costruito su pochi gesti elementari — il cullare, la spinta, lo slancio — che diventano grammatica condivisa. Cinque singolarità danzanti si aggregano o si allontanano dando vita a una danza che non impone, ma si apre.
A sostenere e spingere oltre questo movimento c'è il paesaggio sonoro live di Dan Kinzelman, che dialoga con i danzatori senza accompagnarli, costruendo con loro un terreno mobile.