Un percorso potente e avviluppato, simile a quello di un uragano, attraverso molti continenti. Il jazz cubano conosce la musica classica europea, come il jazz di Parker e Monk, torna alle radici africane della fascia che va dal Senegal al Madagascar, si nutre della ricerca free e di quella avanguardistica (Cage); tutto calato nell'humus latino/criollo.
I movimenti delle mani ora fluidi, ora taglienti e percussivi, le pennellate e i contrappunti, i timbri mimetici a evocazione di personalità strumentali altre, colori, strutture e scariche adrenaliniche, atavismi e modernismi. Questa Cuba jazzistica è cubista non soltanto per le fascinazioni visive, ma anche perché di esse si vedono (sentono) simultaneamente tutti i lati.