Sabato 14 novembre, l'Auditorium Cavallerizza di Reggio Emilia ospita Spomyn, concerto della compositrice e performer Katarina Gryvul nell'ambito del Festival Aperto 2026. Il progetto prende il titolo dalla parola ucraina che significa "ricordo" e si configura come una meditazione sulla memoria e sulla sua instabilità, indagando il modo in cui essa contribuisce a definire l'identità individuale e collettiva. Al centro della ricerca artistica di Gryvul vi è la tensione tra narrazioni imposte e una creatività che le filtra attraverso un approccio iconoclasta nella forma.
Spomyn costruisce il proprio universo sonoro attorno a reperti acustici che riaffiorano dal tempo, deformati dal filtro delle emozioni e dall'elaborazione elettronica. La musica si articola attraverso una serie di antinomie: suoni cupi e gutturali si alternano a illuminazioni di vocalità adamantina, l'armoniosità convive con crolli industriali, le tenere melodie folk si confrontano con scontri di guerra. La dimensione della memoria non è trattata come fatto esclusivamente personale, ma come urgenza collettiva, visceralmente legata all'eredità culturale di cui il lavoro di Gryvul si nutre.
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