Musica che viene da lontano. E per questo arriva ovunque.
Tutto comincia nel 2006, in un tempio antico in Armenia. Il compositore armeno-americano John Hodian sente per la prima volta la voce del soprano Hasmik Baghdasaryan risuonare tra le pietre di Garni, e decide che deve scrivere musica per quella voce. Da quell'incontro nasce il Naghash Ensemble — una delle esperienze musicali più inclassificabili e necessarie della scena contemporanea.
Il punto di partenza è il corpus poetico di Mkrtich Naghash, sacerdote e poeta armeno del XV secolo. Hodian ha costruito un linguaggio che attraversa mondi diversi: la spiritualità del canto popolare armeno, la musica classica contemporanea, il post-minimalismo, il jazz. Strumenti antichi come il duduk, l'oud e il dhol convivono con il pianoforte senza che nessuno suoni fuori posto.