E se le angosce del mondo potessero trasformarsi in piante, alberi e fiori?
In un giorno di delirio collettivo e perdita di coscienza, eccitati da ritmi ossessivi, gli esseri umani caduti in trance si trasformano in piante, alberi e fiori. La fonte drammaturgica è le Metamorfosi di Ovidio: attraverso i miti e le loro trasformazioni, racconti e sogni si susseguono a ritmo serrato e allo stesso tempo dilatato, ogni immagine si sovrappone a un'altra, acquista evidenza, si dilegua.
Lo spettacolo si mette in ascolto di ciò che la Terra cerca di dirci da tempo, attraverso la rappresentazione iper-rallentata dei possibili sogni, dei possibili pensieri, delle possibili sensazioni che affollano la trance delle figure botaniche mitologiche.