Giovedì 8 ottobre, il Teatro Piccolo Orologio di Reggio Emilia ospita Cantico della scomparsa, nell'ambito del Festival Aperto 2026. Lo spettacolo si configura come atto artistico e civile, costruito attorno al rapporto tra scienza e politica, passato e futuro, corpo e tecnologia. Il punto di partenza è una riflessione sull'apatia collettiva di fronte alla crisi ecologica, con riferimento esplicito ai licenziamenti di massa dell'Agenzia NOAA e ai passi indietro sulle politiche di transizione ecologica.
La struttura drammaturgica si colloca al confine tra spettacolo e concerto, articolata in quadri giustapposti senza soluzione di continuità. La scrittura musicale è poliforme e attinge a una rilettura del repertorio storico, che spazia dal barocco alla tradizione del requiem fino al repertorio popolare. I materiali sonori sono affidati prevalentemente a strumenti a tastiera e all'elettronica, in un impianto che mette in dialogo stratificazioni temporali e linguaggi distanti.
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