"Una nuvola è visibile solo mentre è in movimento, nel flusso, mentre cambia: è proprio questo che la rende una cosa e che le impedisce, allo stesso tempo, di essere una cosa." Sadie Plant
Trasfigurando il paesaggio interiore in paesaggio esteriore, Filippo Andreatta esplora le nuvole come stratagemma per un teatro-da-camera in cui piccole scenografie nuvolose riportano il teatro alla sua evanescenza — un luogo intimo in cui la distanza rappresentativa brucia in miniature scenografiche, celestiali e musicali.
In Melodie, i due strumenti suonano lentamente e dolcemente figure simili nella vana ricerca dell'unisono perfetto: non il successo, ma il quasi successo è il massimo raggiungibile.