Lo spettacolo si inserisce nella collana “Le biografie romanzate dei grandi musicisti”, scritte appositamente per il territorio di Reggiolo. Con il consueto spirito allegro e autoironico che caratterizza il nostro paese, sempre pronto a festeggiare e a godersi la vita con semplicità e gusto, proponiamo un evento teatrale che invita a riscoprire un piacere forse un po’ dimenticato: quello della meraviglia.
Reggiolo è una terra che non ha bisogno di spiegarsi troppo, chiara, diretta, sincera. E forse proprio per questo, ogni tanto, un pizzico di mistero fa bene. Come quando ci si ferma davanti a un quadro senza capirlo subito, ma sentendo che ci guarda dentro. Lo spettacolo nasce così, con la voglia di portare un po’ di quella sorpresa – che non è solo intellettuale, ma sensoriale, emotiva, ironica – tra chi magari non si era accorto che poteva averne voglia.
Attraverso la figura generosa e golosa di Rossini, e con l’aiuto di personaggi in cui ognuno può trovare un riflesso – tra una battuta, un inciampo e una canzone – ci piacerebbe raccontare che il teatro, come il parmigiano o il lambrusco, non è per pochi. È per chi sa fermarsi, ascoltare, goderne. E chi a Reggiolo non lo sa fare?
Il titolo, volutamente affettuoso e provocatorio, gioca con l’idea che Rossini, se fosse vivo, si trasferirebbe volentieri a Reggiolo, patria del buon vivere e, chissà, della nuova curiosità. Perché alla fine, se si sa ridere di sé, si è già sulla buona strada per capire tutto il resto.