Il testo di Ariel Dorfman, perfetto nel suo stile grottesco, a volte divertente, spesso amarissimo, affronta gli aspetti più sconcertanti delle divisioni, dei muri, più spesso mentali che geografici, che le persone creano intorno a loro. Protagonisti del testo sono Atom e Levana: marito e moglie vivono in una piccola casa di campagna sotto le bombe di una guerra tra due paesi confinanti e sopravvivono, su mandato del governo, seppellendo in giardino i cadaveri dei soldati morti nei pressi. La loro routine è spezzata brutalmente dall’ingresso di un soldato che annuncia che finalmente la guerra è finita, ma che il nuovo confine passa in mezzo alla loro casa: di conseguenza per andare dalla cucina al bagno bisogna mostrare il passaporto e il confine entra a complicare in modi sempre più grotteschi la vita quotidiana della coppia, che si trova a convivere con un guardiano che sorveglia le loro mosse.