Un nuovissimo spettacolo per esplorare la narrazione giocosa come mezzo di comunicazione teatrale.
Non la narrazione dell’adulto per il bambino ma di quella del bambino per altri bambini, magari durante un incontro di gioco pomeridiano a casa dell’amichetto, con l’aiuto di pupazzetti e oggetti improvvisati (che diventano tutt’altro agli occhi di chi ascolta rapito): il bambino che entra ed esce dal personaggio, che si diverte a interpretarli tutti, che decide quali scene preferisce interpretare e quali solo narrare.
Il bambino, in una parola, che gioca.