Viviamo in un’epoca che non è in grado di accettare la morte. La sua rimozione sociale e culturale l’ha trasformata in un vero e proprio tabù. Fingiamo di poter vivere per sempre, facendo leva sull’aumento della durata della vita e sulla metamorfosi tecnologica dei corpi. Nel frattempo numerosi studiosi della cultura digitale e dell’AI sostengono che siamo diventati “carni digitali”. Non corpi, ma carni. Vi è un cambiamento radicale del lutto, della memoria, della speranza da parte di alcuni di poter vivere per sempre. L’AI, infatti, rielabora in maniera attiva la carne digitale del morto, concedendogli addirittura la possibilità di un dialogo eterno con i vivi.
L’analisi di questi nuovi fenomeni permette di comprendere decenni di rimozione sociale e culturale della morte, ma anche la ricerca dell’immortalità online.
Davide Sisto insegna Forme di Vita Digitali all’Università di Torino e al Master “Death Studies & the End of Life” dell’Università di Padova, collabora con l’Università di Trieste. Specializzatosi nel campo della tanatologia digitale a partire dal 2014, tiene corsi di formazione sulla Digital Death per medici, psicologi ed educatori. Scrive, insieme a M. Sozzi e A.C.Vargas, sul blog
Si può dire morte, è nel comitato scientifico di Scuola Capitale Sociale.