La storia dell’umanità è una storia di movimento: migrazioni, viaggi, menti erranti e pensieri fulminei. Movimenti che, da sempre, sono stati condizionati dall’intreccio tra corpi umani, costruzioni mentali e sistemi meccanici, impegnati in un continuo processo di reciproca trasformazione. Jeffrey Schnapp ci parlerà di alcuni momenti importanti dell’interazione tra esseri umani e macchine, in particolare su ciò che oggi viene definito physical computing: lo sviluppo dei cosiddetti agenti robotici, dotati di sensori, capaci di orientarsi nel mondo fisico e di agire in stretta collaborazione e prossimità con gli esseri umani.
Come si insegna a un robot a pensare o a muoversi come un bipede? Quali processi cognitivi sono implicati nell’atto del camminare o correre? E, soprattutto, quale mondo avremo con l’avvento di macchine capaci di comportamenti che, per homo sapiens sapiens, sono istintivi?
Jeffrey Schnapp, storico, designer e umanista di fama internazionale, tra i massimi esperti nel campo delle digital humanities, figura chiave nel dibattito sull’antropologia della velocità e l’impatto dei robot nella società. Docente ad Harvard dove ha fondato il metaLAB, laboratorio di ricerca dedicato all’innovazione nella cultura digitale e nelle arti, è faculty co-director di Berkman Klein Center for Internet and Society. È stato CEO di Piaggio Fast Forward, dedicata alla robotica e mobilità urbana. Ha curato progetti fra l’altro per Triennale (Milano), Cantor Center for the Visual Arts (Stanford), Wolfsonian-FIU (Miami), Museo Madre e Fondazione Donnaregina (Napoli), Tsinghua University Art Museum (Beijing), Canadian Center for Architecture (Montreal), Fondazione Cirulli (Bologna). Autore prolifico, ha firmato numerosi articoli e saggi.