Esisterà ancora il corpo umano nell’era dell’immateriale che si sta profilando? Forse siamo di fronte a una svolta epocale, simile al passaggio che otto millenni fa ci condusse dal Neolitico alle prime grandi civiltà. Ma i corpi non sono annullati. Anzi, reclamano vita e senso, combattono tra ordine e caos, cercano respiro tra il nuovo e l’antico. La scommessa è provare a dar conto del continuo divenire dei corpi esplorando i movimenti dei loro sensi, che coinvolgono fisicità e pensiero, materia e mente, come suggerisce Fernando Pessoa nel suo celebre verso: «Ciò che in me sente, sta pensando». Ma occorre anche spingersi oltre i sensi classici: toccare, vedere, ascoltare, gustare, odorare. Non coinvolge corpo e spirito anche il desiderare? O il soffrire? O l’errare? O il ricordare? O avvertire la percezione della fine? È un territorio che la ricerca sta esplorando. Lo hanno saputo dire i poeti. E lo proviamo ogni giorno nelle nostre vite.
Gabriella Caramore, saggista, autrice di trasmissioni radiofoniche e di radio documentari. Dal 1993 ha curato e condotto il programma di cultura religiosa
Uomini e Profeti: uno sguardo laico, plurale, interdisciplinare sul mondo contemporaneo delle fedi, e nello stesso tempo un approfondimento dei testi fondativi e delle figure di rilievo delle varie sapienze, in dialogo con esponenti del mondo culturale italiano. Dal 2002 al 2005 ha insegnato “Religioni e comunicazione” presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università la Sapienza di Roma. Nel 2012 ha ricevuto dalla Facoltà valdese di teologia di Roma la “Laurea Honoris Causa” in Teologia. Ha diretto una collana di testi di spiritualità per la casa editrice Morcelliana.