ATTORI PER UN SOGNO DA "SOGNO DI UNA NOTTE DI MEZZA ESTATE"

Un evento imperdibile a Pisa
venerdì22maggio2026

Teatro Verdi (Pisa) Cerca sulla mappa
Venerdì22Maggio2026
Attori (o, meglio, apprendisti attori) per un “Sogno”; il gruppo di un laboratorio teatrale intento a svolgere esercizi di tecnica attoriale inizia a mettere sulla scena, solo con i corpi o con l’aiuto di un semplice accessorio di costume, personaggi e luoghi di quella caleidoscopica pagina teatrale quale, appunto, è il “Sogno di una notte di mezza estate”.

Si assiste così ad una vera e propria celebrazione del rito teatrale che ci proietta in una notte magica, sospesi tra sogno e incubo, sbattuti tra dolcezze e sberleffi, confusi tra amore e violenza.

Tre mondi si intrecciano: quello delle relazioni umane, segnato da slanci emotivi e aspri conflitti, quello del teatro che, quando vuol essere autocelebrativo, diventa fatuo e farsesco, e quello della fantasia, proiezione impietosa di sentimenti e capricci umani, mondo stregato in cui, nella Bellezza e nell'Armonia cantata dalle Fate, si insinua, diabolico, il Ridicolo e il Grottesco.

Domina, convulso, il Regno del Caos e si manifesta nei suoi elementi primordiali: il dissidio fra Oberon e Titania che provoca un terribile sconvolgimento nel corso stesso delle stagioni, il ghigno perfido e crudele del monello Puck e dei folletti, suoi aiutanti, con i loro sciocchi e tragici errori, la brutalità di certi insulti che gli amanti si scambiano sotto l’influsso dei sortilegi di Puck.

Ma accade che il sogno finisca o, forse, inizi; dal disordine che sembra ormai pervadere ogni parte del mondo e dal selvaggio intrecciarsi di storie e scatenarsi di passioni prende forma una solenne ricomposizione, magica anch'essa, di ogni elemento; tutto sembra inaspettatamente andare al proprio posto o, comunque, assumere un aspetto che somiglia, in qualche modo, ad un ordine.

Tutto si ferma, sospeso in una notte senza alba. Si celebra, con Teseo e Ippolita, il trionfo dell'amore. “E cos'altro può essere l'amore se non una segreta pazzia, una opprimente amarezza e una benefica dolcezza?” (da “Troilo e Cressida”)
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