La commedia Sabato, domenica e lunedì, scritta da Eduardo De Filippo nel 1959, benché non venga rappresentata in Italia da quasi venticinque anni, risulta di grande attualità, perché descrive la crisi di una famiglia, la difficoltà di ricomporre una convivenza logorata e allo stesso tempo il desiderio di riuscirci.
Il racconto è incentrato su una tradizionale domenica napoletana. Peppino Priore e la moglie Rosa aprono le porte della propria casa a nonni, figli, nipoti, amici e vicini per ritrovarsi tutti insieme intorno alla tavola imbandita per il pranzo domenicale. Ma in questo clima di apparente convivialità basta poco per far esplodere le incomprensioni. In questo caso, la troppa attenzione del ragioniere Ianniello verso la padrona di casa fa esplodere la gelosia di Peppino. Il pranzo è rovinato, il litigio diventa corale e la commedia si trasforma in una tragicommedia.
«Dei massimi capolavori del Teatro di Eduardo – spiega il regista Luca De Fusco – Sabato, domenica e lunedì è il testo più borghese, quasi cechoviano; la sua conclusione lieta sembra la meno agrodolce, la più sinceramente solare. L’autore dice che anticipa il tema del divorzio, ma a me non sembra. Talvolta l’opera acquista un valore autonomo dalle intenzioni del creatore. Io penso invece che la lieta riconciliazione di Rosa e Peppino ci commuova oggi forse più di ieri perché evidenzia la capacità di questa grande famiglia di comporre i conflitti. Rileggendo questo capolavoro ci viene da rimpiangere più l’equilibrio perduto che l’anticipazione dei futuri conflitti. Ed emerge forse il rimpianto di Eduardo per una famiglia “normale”, da lui mai avuta».