Scarabocchi. Il mio primo festival torna a Novara dal 12 al 14 settembre 2025 con l’ottava edizione, intitolata U–MANI: un invito a pensare attraverso le mani, a trasformare l’idea in gesto, partendo dal movimento più essenziale e universale della nostra specie.
Curato da Fondazione Circolo dei lettori e Doppiozero, il festival prende forma attorno a un protagonista assoluto dell’evoluzione: la mano. Le mani sono origine e strumento di tutto – dal tatto alla scrittura, dalla carezza al lavoro, dalla creazione alla distruzione. È grazie a esse che siamo diventati ciò che siamo, ed è attraverso di esse che si esprimono tanto l’infanzia quanto l’arte. Le mani dei bambini e quelle degli artisti condividono lo stesso istinto esplorativo: giocano, tracciano, costruiscono, sbagliano, ricominciano.
“È la mano che ci ha insegnato a fare e, allo stesso tempo, a pensare: due azioni inseparabili,” racconta Marco Belpoliti, direttore editoriale di Doppiozero e curatore del festival. “E forse per questo Scarabocchi riparte proprio da qui, giocando con la parola ‘U–mani’: un gesto, un pensiero, una radice comune all’umano stesso.”
Il tema, aggiunge Giuseppe Culicchia, direttore della Fondazione Circolo dei lettori, è quanto mai attuale: “In un’epoca in cui comunicare sembra facile ma dialogare è sempre più difficile, riflettere sul significato profondo della mano – strumento di relazione, comprensione e creatività – è anche un modo per riscoprire l’ascolto e la vicinanza. Ce lo chiedono i bambini, in tanti luoghi del mondo, e anche i nostri figli.”
Durante Scarabocchi, Novara si trasforma in un grande spazio condiviso in cui adulti e bambini si incontrano nel segno del disegno, della parola e del gesto. Il festival si apre con una lectio del divulgatore scientifico Telmo Pievani, che accompagnerà il pubblico in un viaggio all’interno della mano umana come capolavoro evolutivo e meccanico, capace di azioni complesse e gesti carichi di significato.
Il programma propone incontri, laboratori e attività esperienziali per tutte le età, in un intreccio di arte, pensiero e manualità. Tra gli ospiti principali figurano due maestri dell’illustrazione e della pittura: Lorenzo Mattotti, che racconterà la genesi della sua raccolta Nuages. La linea fragile, e Tullio Pericoli, in dialogo con il docente e saggista Giuseppe Di Napoli. Elisa Seitzinger, artista visiva, sarà protagonista di un confronto sulle valenze simboliche ed estetiche della mano con la palmreader Angie Soleluna.
Il Broletto di Novara accoglierà un ricco calendario di laboratori. Per il pubblico adulto: workshop con Stefano Ricci, autore e artista visivo, la poetessa Iolanda Stocchi, l’artista Giovanna Durì, lo scrittore e antropologo Matteo Meschiari con una lezione dedicata alla mano come strumento di coscienza, lo storico dell’arte Claudio Franzoni, l’artigiana Sandra Cisterna, il cuoco-narratore Chef Ojisan (Carlo Mele), l’illustratrice Paola Lenarduzzi e l’artista Ilaria Ruggeri con un laboratorio poetico a tecniche miste.
Per bambine e bambini, sono previsti laboratori con Alberto Pistola, Patrizia Virtuoso, Roberta Villa, Raffaella Castagna, Bruno Testa (con l’Associazione Ri-nascita), Daniele Catalli, Chiara Casorati, Alessandro Bonaccorsi, Pierpaolo Rovero, Marco Paschetta, Margherita Mattotti, Patrizia Comino e Ale Puro. Ampio spazio anche alla sperimentazione sensoriale e comunicativa: il laboratorio LIS condotto da Stefania Natalicchio, l’esperienza visiva collettiva guidata da Coquelicot Mafille e l’attività sul pop-up e i materiali multisensoriali a cura del collettivo Niente da dire, con la designer Viola Sanguinetti e la scenografa Camilla Fasola.
A chiudere il festival, un dialogo inedito tra lo showteller Arturo Brachetti e Giuseppe Culicchia, per riflettere insieme sul ruolo della mano e della fantasia nel dare forma al pensiero.
Il programma completo è disponibile su scarabocchifestival.it.
I biglietti per l’incontro inaugurale con Telmo Pievani saranno disponibili a breve su Dice e presso il Circolo dei lettori di Novara.