Reginella–sono Libero si presenta come una potente opportunità per esaminare questioni contemporanee e conflitti radicati nel tempo, avvalendosi dello stile inconfondibile di Gianfranco, un linguaggio che fluisce con naturalezza dalla sua profonda conoscenza della cultura napoletana. Non si tratta di una napoletanità stereotipata o da cartolina, bensì di quella che ha elevato Napoli a città di fama mondiale e che necessita di essere compresa, analizzata e valorizzata in tutta la sua ricchezza e complessità.
L'opera si svolge in un contesto onirico, dove il protagonista, interagendo con Ciccio Merolla, rivelazione come interprete nel ruolo di giudice, ripercorre il percorso narrativo delle sue composizioni musicali. Questo duo, con un'eco che richiama Dante e Virgilio, si distingue per la sua originalità e per la sua perfetta integrazione nella trama. La dinamica tra i due personaggi offre una prospettiva inedita e coinvolgente.
Questa rivisitazione teatrale dimostra come un'opera classica possa essere resa attuale attraverso un approccio innovativo e audace. L'interpretazione di Gianfranco non solo rende omaggio al patrimonio culturale di Napoli, ma lo rielabora, infondendovi nuova vita e significato, rendendolo rilevante per il pubblico contemporaneo. L'attualizzazione non è un semplice aggiornamento, ma una rilettura profonda che dialoga con il presente.