ARECIBO

Un evento imperdibile a Napoli
da venerdì26febbraio2027
a domenica28febbraio2027

Teatro TINy Sannazaro Cerca sulla mappa
DA Venerdì26Febbraio2027
A Domenica28Febbraio2027
Nel 1974, grazie a un enorme radiotelescopio situato ad Arecibo, in Porto Rico, un'equipe di scienziati inviò un messaggio nello spazio, sperando in una risposta. Il messaggio consisteva in un disegno molto piccolo, un'immagine di 23x73 pixel, fatta di figure stilizzate e numeri. L'umanità ha trasmesso un segnale a 25.000 anni luce di distanza ma, dopo appena mezzo secolo, il messaggio inviato non ci interessa più. Ci siamo già stancati di attendere la risposta? In Arecibo questa tensione siderale verso lo spazio diventa la metafora di ogni altro tentativo di comunicazione lungo l'arco delle nostre vite e di tutta l'infinita rete di messaggi, chiamate e segnali inviati che non arriveranno mai a destinazione. Oggi Fucina Zero fa un intervento per recuperare la giocosa curiosità con cui l'uomo ha sempre guardato al cielo, e con Arecibo pone quindi le domande: "Abbiamo altri messaggi da inviare? Siamo ancora disposti a guardare le stelle e le nostre vite e a saper aspettare?" Inscena, i tre performer sono alle prese con il racconto della costruzione e del disfacimento di una grande impresa tecnologica, e passano di ruolo in ruolo, di tono in tono, perfino di epoca in epoca. I performer interpretano scienziati e cantanti, miliardari e bambini, e nella Babele scenica che prende il sopravvento, mantengono sempre il fuoco sullo stesso punto: l'umanità che cerca di comunicare qualcosa al proprio vicino, chiunque esso sia: compagno di scena, pubblico, o alieno. In questo dispositivo teatrale, affidato principalmente al suono, alla sua trasformazione e alla sua assenza, si sviluppa la partitura di Arecibo. Amplificando e restituendo suoni e parole, una loop machine è il cuore del linguaggio scenico. Orecchio e bocca assieme, registra, ripete e trasforma frammenti sonori, voci, input, creando un ponte tra chi invia e chi riceve. In una scena vuota come il cosmo, la stratificazione sonora diventa concretizzazione dell'attesa. In un mondo di velocità e di messaggistica istantanea, questo spettacolo si sofferma sull'assenza e sul vuoto tra il segnale inviato e la risposta attesa. Ossessionati dall'essere raggiunti, abbiamo forse smarrito la capacità di attendere? Abbiamo ancora qualcosa da dire? O cerchiamo solo un modo per affermare: ''eccomi, io esisto''?
Argomenti trattati
-->