Una nuova scrittura che scava dentro le ferite aperte della Storia, sul fronte di quel Mediterraneo che troppo spesso restituisce corpi senza vita e storie spezzate. Senza rinunciare all'ironia, l'autore mette in scena l'incontro visionario e surreale in un cimitero tra una vittima della migrazione clandestina e una della Shoah. KR70M16 - sigla che ne fotografa freddamente l'identità negata - è uno spettacolo che affronta con ironia e commozione la difficoltà della memoria storica e la necessità umana dell'elaborazione del lutto.