Il laboratorio prende forma a partire dal processo creativo da cui è nato lo spettacolo FALLEN ANGELS di Michael Incarbone, incentrato su un corpo in caduta: sospeso tra ascesa e rovina, tra accelerazione e stasi, attraversato dalle estetiche e dalle sonorità del presente, in particolare da quelle legate alla cultura musicale trap.
Il corpo è inteso come materia instabile, immersa in una condizione esistenziale di trasformazione continua, che mette in crisi identità, autobiografia e forme codificate del movimento, aprendo auna dimensione plurale e stratificata.
A partire da queste premesse, il laboratorio si apre a possibili questionamenti, aggiornamenti e spostamenti grazie all'incontro con un gruppo di adolescenti, senza la necessità di una formazione pregressa nella danza o nelle arti performative. Il laboratorio è infatti pensato come uno spazio accessibile, aperto a tutte e tutti, in cui il corpo diventa strumento di esplorazione e di relazione con il presente.
Verrano proposte una serie di pratiche corporee e di movimento, insieme a momenti di ascolto e di visione, e ricerche sul web, dirottando altrove l'inquadratura tematica del progetto. L'obiettivo non è trasmettere un linguaggio tecnico, ma attivare una pratica condivisa che permetta di interrogare il proprio corpo in relazione al contesto contemporaneo, alle sue accelerazioni, alle sue cadute e alle sue contraddizioni.
Al termine del percorso laboratoriale, è prevista l'elaborazione di un dispositivo performativo informa di ''cantiere aperto'', che raccolga i materiali emersi durante la settimana. Una restituzione processuale, più che uno spettacolo finito, capace di rendere visibili le traiettorie attraversate.