Marina vive sola, protetta dalle pareti della sua monocamera e dalla voce di Lello, un assistente vocale che è diventato il suo unico confidente, amante e custode. Reduce da un passato di fragilità psichica e solitudine, la donna si abbandona a una simbiosi totale con la tecnologia, ignorando i segnali di un malfunzionamento sempre più inquietante.
Tra luci che tremano e piccoli presagi di morte, il rapporto tra umano e artificiale si trasforma in una trappola claustrofobica. Un dramma psicologico moderno che indaga il confine tra cura e controllo, portandoci verso un finale dove il sibilo della macchina sostituisce lultimo respiro dellanima. Quanto può diventare letale il desiderio di non essere più soli?