Giovedì 21 maggio, la Sala Assoli di Napoli ospita Sono viva per miracolo, scritto e diretto da Adolfo Ferraro e interpretato da Antonella Morea. Lo spettacolo è un dramma psicologico che esplora il rapporto tra fragilità umana e tecnologia, mettendo al centro la dipendenza affettiva da un assistente vocale. La pièce si interroga sul confine tra cura e controllo nell'era digitale.
La protagonista, Marina, vive in isolamento nella sua monocamera, dove l'unico legame affettivo è con Lello, un assistente vocale che assume i ruoli di confidente, amante e custode. Il personaggio porta con sé un passato segnato da fragilità psichica e solitudine, e la sua simbiosi con la macchina si trasforma progressivamente in una trappola claustrofobica. Tra segnali di malfunzionamento, luci tremanti e presagi di morte, la narrazione conduce verso un finale in cui il confine tra umano e artificiale si dissolve completamente.
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