“Nuttata” è la traduzione in napoletano del monologo scritto nel 1977 da Bernard-Marie Koltès “La nuit juste avant les forêts”, in italiano “La notte poco prima delle foreste”, il testo racconta l’incontro di uno straniero con uno sconosciuto visto camminare lungo la strada. Il monologo è scritto dall’autore francese con una lingua che appartiene e sembra essere “derubata” più alla poesia (Shakespeare su tutti) che al “parlato quotidiano”.
Il protagonista racconta del suo sentirsi estraneo, dell’emarginazione, del suo bisogno d’amore e della sua condizione di emigrato dalla sua terra d’origine.
La traduzione in napoletano, dialetto e lingua d’elezione del teatro italiano, è stata fatta dal traduttore Domenico Ingenito (autore e attore) seguendo due processi diversi e vicini fra di loro: in un caso, dopo la lettura del monologo di Koltès in italiano, il traduttore ha letto e tradotto dal francese il testo di Bernard-Marie Koltès in maniera “letterale” grazie all’ausilio di una docente di francese e nell’altro caso, interrogandosi sulla natura del personaggio protagonista del monologo francese, che sembra essere, anzi è un “ragazzo di vita” che vive ai margini di una città, in stazione, ha interrogato nella sua vita reale i “ragazzi di vita” della stazione di Napoli, chiedendo loro di leggere parti o estratti del testo di Koltès in italiano e in ultimo, con il suono della loro voce che il traduttore registrava nella sua mente durante questi incontri, ha portato a termine la traduzione e riscrittura del monologo francese.