La luna del titolo si riferisce al cosmo, alla formazione dell’universo, al processo che precede e anticipa la comparsa della vita: associata al rinnovamento e alla trasformazione, con il suo ciclo di 28 giorni e le sue quattro fasi, dona alla coreografia una sorta di struttura ritmica, una griglia compositiva.
Ma in questa creazione, la ricerca di Nadj si combina anche con un altro percorso, con un altro territorio, il mondo del jazz afroamericano, dalle sue forme originali – blues e spiritual – e dalle sue mutazioni, fino ai giorni nostri: un genere musicale di cui i bianchi si sono appropriati e la cui componente danzante è quasi completamente scomparsa.