Antonio Latella porta in scena Riccardo III, tragedia sull’ascesa al potere del duca di Gloucester ed esplorazione della natura del male. Nelle sue note di regia, Latella afferma: “Il male è. Non è una forma, una gobba, una deformità. È vita, natura, divinità”. Il suo intento è superare l’esteriorità del male per coglierne il fascino. La rappresentazione fisica della malvagità diventa quasi un alibi che oggi, nel XXI secolo, è forse non più accettabile”.