In questa messinscena, Mariano Bauduin propone una lettura che fonde elementi della tradizione elisabettiana con quelli del teatro popolare. Lo spazio scenico immaginato richiama un Globe Theatre effimero, sorto in un bosco fantastico, mentre i personaggi – tutti interpretati da uomini – rievocano la farsa carnevalesca e il teatro parodico, in un chiaro richiamo alla comicità grottesca e al varietà.
Falstaff è il fulcro della narrazione: figura vitale e ambigua, incarna una saggezza popolare che accompagna il giovane Enrico V nel suo percorso di formazione.