Che cosa se ne può fare dei poeti e del loro teatro un mondo come il nostro alle soglie del post-umano prossimo venturo? Con lucida e disincantata ironia, caratteristiche riconosciute della sua biografia artistica e intellettuale, Franco Maresco si interroga su questo “gnommero” epocale, raccontando a modo suo l’affinità profonda che lo lega alla figura di Franco Scaldati, drammaturgo e poeta palermitano, potente sperimentatore di una lingua nuova del teatro siciliano.