Lo spettacolo trae spunto dall’ultimo lavoro di Walter Benjamin, in cui il filosofo descrive un angelo che vola con lo sguardo rivolto al passato, dando le spalle al futuro: le macerie di edifici e ideologie si accumulano davanti ai suoi occhi.
L’angelo vorrebbe fermarsi a ricomporre i detriti, ma una tempesta gonfia le sue ali e lo trascina inesorabilmente in avanti: per quanto tenti di resistere alla tempesta, non potrà fermarsi e intervenire.
Metafora del progresso che avanza, lo spettacolo assembla aneddoti storici di secoli e geografie differenti, gesti che raccontano le contraddizioni di intere epoche portando a riflettere sui paradossi che queste suscitano.