Andrea Bajani vince il Premio Strega 2025 con L’anniversario

Magazine, 04/07/2025.

L’anniversario, romanzo di Andrea Bajani, si è aggiudicato il Premio Strega 2025, il riconoscimento letterario più prestigioso d’Italia e tra i più influenti anche dal punto di vista delle vendite. Il libro, edito da Feltrinelli, ha ricevuto 194 voti ed è stato premiato per la sua scrittura intensa e asciutta, capace di affrontare un tema familiare complesso con profondità e misura.

Il romanzo, lungo 128 pagine, ripercorre la vicenda di un figlio che, dieci anni prima, ha scelto di interrompere ogni legame con i genitori. Il padre, figura autoritaria e violenta, e la madre, sottomessa e passiva, incarnano un contesto familiare da cui il protagonista decide consapevolmente di allontanarsi. Il titolo fa riferimento all’anniversario dell’ultima volta in cui li ha visti.

A contendersi il premio insieme a Bajani c’erano altri quattro finalisti: Elisabetta Rasy con Perduto è questo mare (Rizzoli), che ha ottenuto 133 voti; Nadia Terranova con Quello che so di te (Guanda), 117 voti; Paolo Nori con Chiudo la porta e urlo (Mondadori), 103 voti; e l’esordiente Michele Ruol con Inventario di quel che resta dopo che la foresta brucia (TerraRossa), che ha raccolto 99 voti.

Istituito nel 1947, il Premio Strega viene assegnato ogni anno a un’opera di narrativa pubblicata tra il 1° marzo dell’anno precedente e il 28 febbraio di quello in corso. Il premio deve il suo nome allo storico liquore Strega, prodotto dall’azienda Alberti di Benevento, che ne è anche il principale sostenitore.

Per Feltrinelli si tratta di una vittoria significativa: l’ultima risale al 2003, con Il viaggiatore notturno di Maurizio Maggiani. Bajani, 49 anni, è autore di romanzi, poesie e saggi, e nel 2021 era già entrato nella rosa dei candidati allo Strega con Il libro delle case.

Come spesso accade, la vittoria riflette anche dinamiche interne al mondo editoriale. Il voto è espresso da una giuria di oltre 600 persone, tra scrittori, critici, studiosi e operatori culturali, e le grandi case editrici – che investono ogni anno in vere e proprie campagne a sostegno dei propri autori – giocano un ruolo decisivo nella costruzione del consenso.

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