I 5 film da vedere a casa nelle notti d'estate 2026: ecco la nostra guida

Lo squalo © gemini per mentelocale.it Lo squalo © gemini per mentelocale.it

Magazine, 06/07/2026.

Notti torride, poche ore di sonno a causa delle alte temperature e aria condizionata a palla: questa potrebbe essere la fotografia della tipica serata casalinga nei mesi di luglio e agosto nelle case di mezzo mondo. Mentre si sta seduti sul divano, tra un'apertura di frigo in cerca di qualche bibita fresca e l'altra, un bel film è quello che ci vuole per concludere la giornata.

Attenzione, non parliamo di serie tv (vuoi sapere quali serie tv vedere nell'estate 2026? Ecco la nostra guida), ma delle pellicole che hanno un inizio e una fine, tutto in una volta sola, senza la necessità di dover aspettare anni per vedere la stagione successiva. Ma quali sono i grandi classici da non perdere durante l'estate? Ecco qualche suggerimento di pellicole cult, non necessariamente legate al concetto di estate, ma che rappresentano comunque i pilastri del grande schermo. Prima una piccola precisazione: qui troverete film a partire dagli anni Settanta, fino agli anni Novanta, quindi ci saranno graditi ritorni per Gen X e Millenial e qualche novità per la Gen Z.

Stand by Me - Ricordo di un'estate

Mai titolo fu più azzeccato per iniziare questo elenco. Uscito nel 1986, il film racconta delle avventure di quattro ragazzi che alla fine degli anni Cinquanta, in un'estate assolata nelle campagne dell'Oregon, vanno alla ricerca del corpo di un loro coetaneo scomparso. Una storia di amicizia, di crescita e di formazione, che però ha un aspetto creepy molto presente. Il film, per la regia di Rob Reiner, si basa infatti su un racconto Stephen King, il re dell'horror che molto spesso ha strizzato l'occhiolino proprio alle storie di amicizia che si sviluppano in un contesto di paura. Lo stesso infatti vale per It, il terrificante clown che si nasconde nelle fogne e attira in trappola le sue piccole vittime con un palloncino rosso (altro grande classico perfetto per una serata esitva). Si potrebbe affermare che questo filone è lo stesso di quello su cui si è basato uno dei successi più clamorosi degli ultimi vent'anni di produzioni hollywoodiane, ossia Stranger Things. Stand by Me, quindi, merita sicuramente un posto tra i grandi classici da gustarsi in estate. Un'ultima curiosità: tra i protagonisti compare River Phoenix, attore che ebbe un grande successo tra la fine degli anni Ottanta e l'inizio degli anni Novanta e fratello di Joaquin, il Jocker cinematografico. River morì nel 1993 a causa di un'overdose; terminò così la vita e la carriera di un artista molto promettente.

Le ali della libertà (The Shawshank Redemption)

Considerato uno dei film più amati della storia del cinema, racconta la drammatica vicenda di Andy Dufresne, banchiere dalla vita ordinaria che piomba in un incubo quando viene condannato all'ergastolo per l'omicidio della moglie e del suo amante. Nonostante la sua innocenza, viene rinchiuso nel carcere di Shawshank, dove viene a contatto con la tragica realtà delle prigioni americane, tra la fine degli anni Cinquanta e gli anni Novanta (il film è del 1994). Tra mille difficoltà Andy, interpretato da Tim Robbins, riesce a costruirsi una sorta di quotidianità ordinaria, tra hobby e studio, stringendo anche una profonda amicizia con Red, interpretato da Morgan Freeman. I due trascorrono un'intera vita insieme, ma in realtà Andy sta preparando un piano di evasione praticamente perfetto, scavando una vera e propria galleria che lo separa dalla libertà, che lo attende finalmente in una notte di pioggia battente. Anche in questo caso c'è lo zampino di Stephen King, perché il film si basa su un racconto dell'autore statunitense dal titolo Rita Hayworth e la redenzione di Shawshank.

Lo squalo 

Praticamente il classico dei classici, il film per eccellenza da divorare (qui è proprio il caso di dirlo) durante le calde serate estive, nel comfort della propria casa, che ci permette di affrontare le nostre più recondite paure a pochi passi dal telecomando. Titolo originale: The Jaws, le mascelle, ad indicare la forza micidiale con cui questo terribile squalo bianco smembra alcuni malcapitati bagnanti sulle spiagge dell'isola di Amity, nel New England. Uscito nel 1975, per la regia di Steven Spielberg, Lo squalo ha avuto numerosi sequel, ma nulla in grado di eguagliare la grandezza del primo capitolo. Una menzione d'onore va alla colonna sonora che si basa letteralmente su due note, che però bastano a fare immediatamente accapponare la pelle, in attesa della comparsa dalle acque profonde dell'oceano del terribile e mastodontico squalo assassino. Memorabile la scena ambientata su un piccolo peschereccio al largo delle acque di Amity, in cui tre fra i protagonisti principali, il capo della Polizia Martin Brody (Roy Scheider), il cacciatore di squali Quint (Robert Shaw) e l'oceanografo Matt Hopper (Richard Dreyfuss) intraprendono una vera e propria battaglia con lo squalo. Solo a scriverne vengono i brividi.

Blade Runner

Uscito nel 1982, per la regia di Ridley Scott, è il film culto che ha definito le basi di tutto il filone fantascientifico/distopico dei successivi quarantacinque anni di produzioni cinematografiche, dando lezioni di estetica cyber punk a tutto il mondo. Ambientato in una Los Angeles post apocalittica del 2019 (pensare che stiamo parlando ormai del passato, effettivamente provoca un certo effetto) popolato da umani e androidi. Rick Deckard, interpretato da Harrison Ford è un blade runner, ossia un poliziotto specializzato nel dare la caccia ai replicanti ribelli. Tra questi Roy, interpretato da un biondissimo Rutger Hauer dagli occhi di ghiaccio. Il film, oltre ad avere definito per primo l'immaginario distopico che verrà replicato mille altre volte nella storia del cinema, si pone una domanda che ancora oggi attanaglia l'Umanità: qual è il confine tra Esseri umani e Macchine? La risposta, forse, potrebbe risiedere nell'epico il monologo finale di Roy, sotto una pioggia battente: Io ne ho visto cose che voi umani non potreste immaginarvi... 

Travolti da un insolito destino nell'azzurro mare d'agosto

Concludiamo con un grande classico italiano, diretto da Lina Wertmüller. Uscito nei cinema nel 1974, racconta la storia di due naufraghi, Raffaella interpretata da Mariangela Melato e Gennarino, a cui dà il volto Giancarlo Giannini. A seguito di un incidente in barca i due, lei una ricca signora milanese e lui, rude marinaio siciliano, rimangono soli su una spiaggia assolata. Travolti dalla passione (e non solo dal destino), intraprendono una torrida storia fatta di amore, sesso, violenza e scontro di classe. Lei infatti è una convinta capitalista, mentre il marinaio si professa profondamente comunista. Come in tutto il cinema di quel periodo, lo sguardo lucido sull società dell'epoca è tagliente e violento. A proposito di violenza, nel film sono presenti alcune scene di colluttazione tra i due protagonisti, che alla luce della consapevolezza odierna possono disturbare. Forse però era proprio questo l'intento di Wertmüller: far riflettere gli spettatori anche sotto la calura opprimente del mese di agosto. 

Di P.P.

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