Magazine, 01/06/2026.
Nicole Junkermann, fondatrice di Gameday by NJF Holdings, spiega perché la prossima fase di crescita premierà leghe e club capaci di unire tradizione e intelligenza digitale
Lo sport europeo possiede alcuni degli asset più preziosi dell’economia globale dell’intrattenimento: club iconici, competizioni centenarie, tifoserie appassionate e una rilevanza culturale che non può essere costruita artificialmente. Tuttavia, il modello di business che circonda molti di questi asset è sottoposto a una pressione crescente. Le audience si frammentano, i tifosi più giovani consumano contenuti in modo diverso e i cicli mediatici tradizionali non garantiscono più una crescita di lungo periodo.
Pochi investitori hanno osservato questa evoluzione da vicino come Nicole Junkermann. In oltre due decenni tra sport, media e tecnologia, ha visto il settore da diverse prospettive: dalla sua precedente esperienza nel contribuire alla crescita e allo sviluppo di Infront Sports & Media come importante realtà internazionale dello sport e dei media, fino al suo attuale ruolo di fondatrice di Gameday by NJF Holdings, piattaforma di investimento sportivo focalizzata su contenuti, dati dei tifosi, tecnologia e opportunità a livello di lega.
In questa intervista, Nicole Junkermann sostiene che il futuro dello sport europeo non sarà definito dall’abbandono della tradizione, ma dalla modernizzazione di tutto ciò che la circonda.
Nicole Junkermann: Perché la tradizione è un vantaggio, ma non è una strategia. L’Europa ha istituzioni sportive straordinarie, ma il contesto intorno a loro è cambiato profondamente. Lo sport non compete più soltanto con altri sport. Compete con ogni forma di intrattenimento disponibile sullo schermo di uno smartphone.
Questo cambia il livello delle aspettative. I tifosi confrontano una lega o un club non solo con le competizioni rivali, ma con le migliori esperienze digitali che incontrano in qualsiasi altro ambito. Se il resto della vita digitale è personalizzato, immediato e senza frizioni, lo sport non può restare statico.
La forza emotiva dello sport è ancora presente. La sfida è capire se il modello di business riesce a evolvere abbastanza rapidamente intorno a quella forza.
Nicole Junkermann: Per me contano tre priorità.
La prima è passare dal consumo passivo al coinvolgimento attivo. Le generazioni precedenti erano abituate a guardare una partita e ad aspettare quella successiva. Le audience di oggi vogliono partecipare, reagire, condividere, commentare e sentirsi parte della storia in tempo reale.
La seconda è comprendere il ruolo degli atleti come canali mediatici. Molti dei più grandi atleti oggi hanno audience pari o superiori a quelle delle competizioni in cui giocano. Le leghe più intelligenti vedranno questo elemento come un’opportunità, non come una minaccia.
La terza riguarda forme di distribuzione più creative, incluse partnership con creator locali capaci di comprendere cultura, lingua e comportamenti di ciascun mercato.
Questi tre cambiamenti — coinvolgimento, portata guidata dagli atleti e distribuzione più intelligente — definiranno chi crescerà e chi resterà fermo.
Nicole Junkermann: L’evento live resterà sempre l’asset più prezioso nello sport. Nulla sostituisce l’intensità emotiva di una vera partita con una posta in gioco reale. Tuttavia, quei “novanta minuti” non rappresentano più l’intero prodotto.
La partita è l’ancora. Intorno a quell’ancora esiste un ecosistema molto più ampio: highlights, analisi, accesso al dietro le quinte, formati pensati per i creator, storie dei giocatori, interazione con la community e rilevanza durante tutto l’anno.
Troppe organizzazioni continuano a ragionare solo in termini di calendario e pacchetti di diritti. I vincitori del prossimo decennio ragioneranno in termini di rilevanza quotidiana.
Nicole Junkermann: È già uno dei cambiamenti più importanti nello sport globale.
Kike Levy, che guida Gameday insieme a me, usa spesso un esempio dell’era dei social media, quando lavorava con X. A una squadra di club era stato consigliato di pubblicare più sondaggi e contenuti interattivi per i tifosi. La risposta fu che avevano smesso di usare i sondaggi perché, qualunque fosse la domanda, vinceva sempre Mohamed Salah. Non importava se il tema fosse il miglior giocatore o il più grande portiere nella storia del club. La sua fan base, in larga parte egiziana, era così attiva da dominare ogni votazione.
Questo dice qualcosa di importante. Gli atleti possono mobilitare attenzione oltre i confini in modi che le istituzioni, a volte, non riescono a replicare. Se una competizione vuole crescere in un nuovo mercato, lavorare in modo intelligente con i giocatori può essere una delle strade più rapide verso la rilevanza.
Nicole Junkermann: È stato un periodo formativo, perché si poteva già intuire quanto sarebbero diventati preziosi i diritti sportivi premium, ma anche quanto rapidamente il mercato si stesse professionalizzando.
In Infront ho visto da vicino l’importanza di strutturare correttamente i diritti, comprendere la domanda internazionale e trattare lo sport come un vero business globale, non soltanto come un passatempo domestico. Molti dei fondamentali che contano oggi erano visibili già allora: distribuzione, crescita dell’audience, disciplina commerciale e costruzione di relazioni di lungo periodo.
Ciò che è cambiato è la velocità del cambiamento. All’epoca, le domande chiave riguardavano i diritti media e l’espansione geografica. Oggi questi temi restano importanti, ma si affiancano alla proprietà dei dati, alla strategia direct-to-consumer, ai comportamenti sulle piattaforme e alla costruzione di community digitali.
Nicole Junkermann: In Gameday by NJF Holdings guardiamo allo sport con una mentalità infrastrutturale.
Una strada o un ponte hanno valore per ciò che vi passa sopra. Lo sport funziona in modo simile. Trasporta identità, comunità, fedeltà, attenzione e consumo. Questo significa che il valore di una proprietà sportiva non risiede soltanto nei ricavi della prossima stagione. Risiede nella solidità del suo ecosistema.
Per questo ci poniamo domande come: la proprietà comprende davvero il proprio pubblico? Possiede i dati dei propri tifosi? Può costruire relazioni dirette con i supporter? È adattabile a mercati e piattaforme diverse? La tecnologia può migliorare monetizzazione ed efficienza? La struttura è pensata per una crescita di lungo periodo?
Investiamo in sistemi, non soltanto in stagioni.
Nicole Junkermann: L’iper-personalizzazione.
Quasi ogni aspetto della vita digitale moderna è adattato all’individuo, mentre gran parte dello sport continua a operare con una logica uguale per tutti. Lo stesso messaggio arriva a ogni tifoso, la stessa offerta viene proposta a ogni audience, lo stesso contenuto viene distribuito ovunque.
Questo lascia valore inutilizzato nel ticketing, nelle sponsorizzazioni, nel merchandising e nei media. Un uso migliore dei dati non aumenta soltanto i ricavi. Migliora l’esperienza dei tifosi e rende il business più efficiente.
Nicole Junkermann: Solo se la tecnologia viene usata male.
La tecnologia dovrebbe eliminare le frizioni, non eliminare l’emozione. Dovrebbe aiutare un tifoso a Jakarta, Milano o São Paulo a sentirsi più vicino a un club o a una competizione, non più distante.
Nulla può sostituire l’esperienza di essere in uno stadio. Nulla dovrebbe provarci. Ma la tecnologia può ampliare l’accesso, migliorare la comprensione e allargare la partecipazione. Usata correttamente, rafforza il legame umano invece di indebolirlo.
Nicole Junkermann: Il significato essenziale dello sport.
La scarsità conta. L’autenticità conta. L’incertezza del risultato conta. I tifosi si appassionano perché l’esito è incerto e l’emozione è reale. Se si diluisce tutto questo, si danneggia l’asset principale.
L’innovazione dovrebbe modernizzare tutto ciò che circonda la competizione, ma deve proteggere l’integrità della competizione stessa.
Questo è l’equilibrio che lo sport europeo deve trovare: preservare ciò che lo rende potente, modernizzare il modo in cui le persone lo vivono e costruire modelli di business all’altezza degli asset che già possiede.
Nicole Junkermann, nata nel 1980, è un’investitrice e imprenditrice internazionale attiva nei settori della tecnologia, dello sport, dei media e della crescita aziendale di lungo periodo. È fondatrice di NJF Holdings e di Gameday by NJF Holdings, piattaforma di investimento sportivo focalizzata su diritti media, fan engagement, dati, contenuti e crescita guidata dalla tecnologia.
Il suo precedente lavoro nel settore dello sport e dei media include l’esperienza in Infront Sports & Media, che ha contribuito a definire la sua visione di lungo periodo sui diritti sportivi, sulla distribuzione globale, sullo sviluppo delle audience e sull’innovazione commerciale nelle leghe e nelle competizioni professionistiche.