Centrali idroelettriche: come funzionano? E quale ruolo hanno per il mix energetico italiano?

Centrale Idroelettrica Centrale Idroelettrica

Magazine, 18/03/2026.

Una centrale idroelettrica è un impianto dal funzionamento piuttosto complesso progettato per trasformare l’energia potenziale e cinetica dell’acqua in energia elettrica. Per farlo viene creato un bacino artificiale grazie a una diga che funge da sbarramento e impedisce all’acqua di un fiume o di un torrente di scorrere a valle. Un’alternativa è quella di utilizzare bacini naturali già esistenti, come i laghi. 

L’acqua all’interno del bacino (detto “bacino di raccolta”) viene convogliata attraverso condotte forzate fino a valle, dove si trova l’impianto idroelettrico che contiene le turbine e un alternatore. Il flusso d’acqua mette in rotazione le turbine e genera energia meccanica che l’alternatore trasforma in energia elettrica. 

L’energia prodotta nelle centrali idroelettriche viene convogliata attraverso un trasformatore che ne riduce l’intensità e adatta i livelli di tensione. In questo modo l’elettricità prodotta diventa idonea a essere distribuita nella rete di distribuzione. 

A livello mondiale, l’idroelettrico rappresenta la fonte rinnovabile con la capacità installata più alta: secondo i dati recenti dell’International Renewable Energy Agency (IRENA), la capacità globale degli impianti idroelettrici supera i 1.408 GW (includendo lo stoccaggio), confermando il ruolo fondamentale delle centrali nella produzione di energia green.

Tipologie di centrali: a bacino, ad accumulo e ad acqua fluente

Sostanzialmente esistono tre tipologie di centrali idroelettriche, a bacino, ad accumulo e ad acqua fluente. 

Nelle centrali a bacino, viene sfruttata l’acqua raccolta nell’invaso, grazie a una diga o a uno sbarramento. Ricorrendo a condotte forzate, l’acqua viene fatta scorrere verso le turbine e viene prodotta energia. In queste centrali l’acqua può essere convogliata in quantità che variano a seconda delle esigenze. 

Nelle centrali ad accumulo, si ha un bacino di raccolta a monte e uno a valle. In sostanza, l’acqua del bacino a monte, una volta utilizzata, viene immagazzinata nell’invaso a valle. Nelle ore di minore richiesta di energia (per esempio di notte) l’acqua nel bacino a valle può essere pompata nell’invaso a monte, così da poterla utilizzare nei momenti di maggiore richiesta.  

Nelle centrali ad acqua fluente, invece, non è previsto un bacino di accumulo e si utilizza semplicemente la portata di un corso d’acqua, che scorre verso la turbina, produce energia elettrica, per poi essere reimmessa nel flusso naturale. 

Produzione lorda di energia elettrica in Italia: il ruolo delle centrali idroelettriche

Come illustrato nella tabella 25 del rapporto di Terna “Dati statistici sull’energia elettrica 2024”, la produzione lorda nazionale di energia elettrica ammonta a 270.963,1 GWh. Le fonti rinnovabili rappresentano 113.072,0 GWh, pari al 42% circa del totale.

All’interno delle FER, l’idroelettrico costituisce la quota principale, con 54.757,0 GWh, equivalenti al 20,21% della produzione complessiva. Seguono il fotovoltaico con 35.993,1 GWh (13,28%) e l’eolico con 22.321,9 GWh (8,24%). Gli accumuli stand-alone, pur non essendo classificati come fonte rinnovabile, contribuiscono con 135,9 GWh, pari allo 0,05% del totale.

La parte restante del mix, pari a 157.755,2 GWh, proviene dalle fonti non rinnovabili, che coprono il 58% circa della produzione nazionale.

Fonti dei dati: 

IRENA — Renewable Capacity Highlights 2024 - https://www.irena.org/-/media/Files/IRENA/Agency/Publication/2024/Mar/IRENA_RE_Capacity_Highlights_2024.pdf.

Terna: Dati statistici sull’energia elettrica 2024 - https://download.terna.it/terna/05_PRODUZIONE_8de04cacd08b757.pdf.
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