Ironico, grottesco, capace di mettere in crisi la società borghese del primo Novecento: l’ultimo dei romanzi di Pirandello, è
denso di enigmi, e secondo lo stesso autore esso è «sintesi completa di tutto ciò che ho fatto e la sorgente di quello che farò». In
una lettera autobiografica, Pirandello lo definisce come il romanzo “più amaro di tutti, profondamente umoristico, di
scomposizione della vita”.
Il protagonista Vitangelo Moscarda è forse uno dei personaggi più complessi della produzione pirandelliana, che incontrando e
confrontandosi con una miriade di personaggi, cercherà di distruggere le molte immagini che gli altri vedono di lui, fino a
diventare aria, vento, puro spirito.
Un’opera rivoluzionaria che grazie ad un impianto scenografico in movimento, ed un gruppo di cinque straordinari attori ed
all’umorismo tipico di Pirandello, ci racconteranno una storia ancora oggi di grandissima attualità.