Cuneo, 09/01/2026.
L’ultima puntata di MasterChef Italia, andata in onda giovedì 8 gennaio su Sky Uno, ha portato la gara in esterna nella città della Zizzola, trasformando Piazza XX Settembre in una grande cucina a cielo aperto. Le due brigate, rossa e blu, si sono sfidate in una prova a squadre interamente dedicata alla Salsiccia di Bra, eccellenza gastronomica della provincia di Cuneo e simbolo dell’identità locale, cucinando in postazioni allestite nel cuore della città.
Il menu della sfida ha ruotato attorno a diverse interpretazioni del prodotto: antipasti creativi con salsiccia di Bra, anche cruda, tajarin al ragù di salsiccia di Bra e un carré di coniglio farcito con salsiccia, servito con peperoni e bagna cauda. Tra le preparazioni più riuscite, una salsa all’aglio unita alla crema inglese con polpette dal cuore di nocciola croccante e taccole per la squadra rossa, mentre l’altra brigata ha proposto la salsiccia di Bra cruda accompagnata da un crumble di nocciole e amaretti, gastrique a nota acida e purea di nespole.
A conquistare i 30 macellai di Bra è stato il piatto della squadra rossa, che ha vinto con un punteggio netto di 23 a 7 sotto la guida di Matteo Lee.
La puntata, registrata a Bra, ha voluto rendere omaggio al territorio coinvolgendo direttamente i suoi protagonisti: a valutare i piatti sono stati trenta macellai braidesi, tra cui Domenico Scaglia della storica Macelleria Scaglia, che ha illustrato ai concorrenti le fasi di preparazione della salsiccia e il mix delle nove spezie che ne caratterizza la ricetta. Durante la prova anche Bruno Barbieri si è cimentato nella preparazione dell’impasto, aggiungendo vino bianco Arneis e una nota personale di ginepro.
L’esterna è stata anche l’occasione per raccontare l’unicità della Salsiccia di Bra, diversa da qualsiasi altra salsiccia italiana. Storicamente prodotta solo con carne di vitello e pensata per essere consumata cruda, nasce nel Medioevo per rispondere alle esigenze della comunità ebraica della vicina Cherasco, che non poteva consumare carne di suino. Questa tradizione ha portato, nei secoli, a una tutela normativa che limita ancora oggi la produzione esclusivamente all’area braidese. La ricetta varia leggermente da macelleria a macelleria, ma si basa su carne di vitello piemontese di alta qualità, sale, pepe e noce moscata, con alcune varianti che includono parmigiano o pancetta. Una vetrina televisiva importante che ha messo in dialogo cucina contemporanea, artigianato locale e storia gastronomica, rafforzando il ruolo del territorio come riferimento della cultura culinaria piemontese.
Di Giulia De Sanctis