CANNE AL VENTO + UN RACCONTO DI MARE: TRIDICINO | 01/06/2026, 1 €uro Festival 2026

Un evento imperdibile a Cagliari
lunedì01giugno2026

TEATRO DELLE SALINE Cerca sulla mappa
Lunedì01Giugno2026

Lunedì, 1 Giugno 2026 alle ore 20:30
Akròama - CANNE AL VENTO: UN POPOLO CHE SI PIEGA, MA NON SI SPEZZA
da Grazia Deledda / regia e adattamento Simeone Latini

“Se tuo figlio scrive versi, correggilo e mandalo per la strada dei monti. Se lo trovi nella poesia la seconda volta, puniscilo ancora. Se fa per la terza volta, lascialo in pace, perché è un poeta”.

Dalle parole di Grazia Deledda, al conferimento del Nobel nel 1926, prende l’abbrivio questo viaggio nella sua poetica e nel suo tempo, dove l’umanità tutta è mossa verso un destino già segnato, come canne al vento, mostrando tutta la fragilità che ci pervade.
Le parole della scrittrice di Nuoro si fondono sul palco con musica e suoni, riportando a un periodo cardine della vita sociale della Sardegna, soffermandosi, da una parte, sulla staticità delle antiche usanze di paese, e dall’altra rilevandone il rapido sviluppo industriale e tecnologico.
Le vicende della famiglia Pintor sono solo il punto di partenza, per muoversi poi verso tutti i personaggi deleddiani nel loro complesso, capaci di mostrare la forza delle figure femminili e la rivalsa verso un mondo avverso, nel quale la stessa Grazia si erge a esempio di capacità e determinazione.
“Nelle parole della Deledda fluisce un’energia insolita, che induce nel lettore un nuovo desiderio di natura e autenticità. Desiderio più comprensibile oggi di quanto non lo fosse allora, quando i problemi dei costi sociali e umani, gli oneri dei rischi ambientali del progresso e della modernità non erano venuti in primo piano” (D.H. Lawrence).

Lunedì, 1 Giugno 2026 alle ore 21:00
Lunaria Teatro - UN RACCONTO DI MARE: TRIDICINO
di Andrea Camilleri

Tridicino è un viaggio in barca nel mare di Sicilia, tra alghe, correnti, polpi giganti, veloci paranze, dragunare (le terribili "trumme marine" sconfitte con l'arte antica tramandata di padre in padre) e conchiglie che "sonano" la musica del vento. Ma soprattutto è un viaggio sulle onde e nelle profondità del mare Camilleriano. Un racconto di ispirazione mitologica denso di emozioni, di spunti ora ironici, ora malinconici e di rimandi ad un mondo ormai quasi scomparso, ma ancora vivo nella tradizione del “Cunto”.
I tanti strumenti suonati dall'etnomusicologa Roberto Catalano evocano con suggestione i suoni dell'acqua, del mare e delle conchiglie, in un rapporto ancora diretto con la natura incontaminata e tutto il mondo favolistico che viene dal mare. Si riporta alle legende e ai miti marini evocando anche episodi drammatici come l'arrivo dalla tromba marina e il rischio conseguente per la comunità molto coesa dei pescatori.
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