Con i suoi monologhi Comunale spesso ribalta la realtà, evidenziandone le contraddizioni e proponendo punti di vista alternativi e sempre originali.
Comunale dà voce alla sua generazione (30 anni, a metà tra millennials e generazione Z) e alla sua città (ironizza e ribalda gli stereotipi su Napoli, ma rifuggendo sempre dalla retorica).
Lo spettatore è costantemente coinvolto, non per essere preso in giro, ma per essere parte attiva dello show: le risposte del pubblico diventano motore narrativo dello spettacolo stesso grazie ai frequenti momenti di improvvisazione. Le prime pagine dei giornali e l’attualità vengono spesso integrate nello spettacolo, il che, assieme alle improvvisazioni, rende ogni replica diversa dalla precedente.