Una danza di slanci formalizzati, attraversamenti sfuggenti, imprendibili. Virgilio Sieni, ispirandosi alla prima lezione americana di Calvino, al mondo del Cavalcanti, di Lucrezio e di Ovidio, crea una danza che assume le sembianze dell’eco. Un dialetto del gesto che si alimenta di messaggi materiali e immateriali, raggi luminosi e sospiri, impulsi che evocano gli spiriti del corpo. I danzatori diventano entità aeree, capaci di trasformare il peso in slancio poetico in un’architettura che interroga il nostro rapporto con il limite e l’infinito. La danza invita a riscoprire la “leggerezza” come precisione e ascesi: un’esperienza catartica che celebra il vuoto come possibilità e il respiro come fondamento della libertà. «Un soffio che avvolge gli occhi dello spettatore» e «toglie il respiro, per potenza figurativa e richiamo di senso».
Virgilio Sieni, danzatore e coreografo, lavora per le massime istituzioni teatrali, musicali,
fondazioni d’arte e musei internazionali, fondando la sua ricerca sul corpo, luogo di
accoglienza delle diversità, per sviluppare la complessità del gesto. Parallelamente
sviluppa progetti rivolti alla geografia della città e dei territori che coinvolgono intere
comunità sui temi dell’individuo e della moltitudine poetica, politica, archeologica. Fonda e
dirige a Firenze il Centro Nazionale di Produzione della Danza, riconosciuto nel 2017
Centro di Rilevante Interesse per la Danza dal MiC. Nel 2007 fonda l'Accademia sull’arte del gesto, contesto innovativo di formazione rivolto a professionisti e cittadini sull’idea di comunità del gesto e sensibilità dei luoghi. Dal 2013 al 2016 è direttore della Biennale di Venezia-Settore Danza. Nel 2013 il Ministro della cultura francese lo nomina Chevalier de l’ordre des arts et des lettres.