Il geniale e visionario violoncellista
Abel Selaocoe, musicista capace di trasformare il violoncello in una voce narrante che racconta le sue radici africane, il repertorio occidentale e la libertà di improvvisare e mescolare questi elementi, dà vita nel 2022 al
Bantu Ensemble, con
Alan Keary al basso,
Fred Thomas al pianoforte e
Dudù Kouaté alle percussioni. Tre altrettanto eclettici musicisti che condividono la stessa sensibilità nell’attraversare linguaggi diversi senza mai forzarli, lasciando che si riconoscano spontaneamente. Il programma si muove attraverso pagine tratte da Hyms of Bantu e Where is Home, due progetti discografici firmati con la Warner che ci svelano l’universo di Selaocoe e la ricerca, quasi ossessiva, di un’appartenenza non geografica, ma culturale e spirituale. Accanto ai brani di Selaocoe emergono lampi di autori che lo hanno formato - da Platti a Bach - e che dialogano naturalmente con il resto del percorso.
L’ensemble possiede una rara capacità di passare da una dimensione raccolta, quasi rituale, a improvvise accelerazioni che esaltano le percussioni di Kouaté, il fraseggio elegante di Thomas e il basso di Keary. Selaocoe guida tutto con la sua presenza magnetica. Il suo modo di suonare, che lo rende una delle presenze più originali del panorama della musica classica contemporanea, è lo stesso approccio che gli è valso l’RPS Instrumentalist Award, premio per la capacità di coinvolgere il pubblico con un linguaggio innovativo, ma anche profondamente radicato nella tradizione. Il Bantu Ensemble arriva a questo appuntamento barese dopo debutti in sedi di prestigio - Concertgebouw, Philharmonie di Berlino, Wiener Konzerthaus, Philharmonie Luxembourg - e alla vigilia dei primi concerti negli Stati Uniti, con tappe a Carnegie Hall e a La Jolla Music Society. Una crescita rapida, che riflette la forza di un progetto artistico riconoscibile e sincero.