Lo spettacolo gioca di specchi e di fili invisibili col capolavoro di Saint-Exupéry.
Anche qui c'è un personaggio, che potrebbe ricordare un aviatore ma forse non lo è,
che porta a spasso per la scena il suo piccolo aeroplano di carta. Viaggia con esso
attraverso le esperienze della vita.
Da quelle leggere, di quando si è bambini, a
quelle sempre più faticose, di quando si diventa grandi. Fino a che i suoi pensieri, e
l'aeroplano che li trasporta, non si fanno così pesanti da far precipitare l'aereo in un
luogo sperduto.
Mentre l'aviatore cerca di ripararlo appare la sagoma di un piccolo
Ometto.
Come un disegno o un miraggio che gli chiede di disegnargli una rosa. Fa
un mucchio di domande e racconta dei tanti pianeti in cui è stato e dei tanti
personaggi che li abitano: il bambino arrabbiato, la bambina con tanti talenti, il
bambino sempre felice, la bambina che piange sempre e nessuno riesce a
consolarla... e molti altri.